CENTRO DIABETOLOGICO

Servizi Centro Diabetologico

Sempre più spesso negli ultimi anni si parla di “Epidemia di Diabete” per enfatizzarne l’enorme aumento d’incidenza. La gestione di questa patologia cronica sta evolvendo da un modello in cui il medico si concentrava sulla cura della malattia, ad uno in cui curava il paziente e ad oggi, finalmente, nella cura della persona. La persona deve essere consapevole della propria patologia, informata e capace di gestire e comprenderne ogni singolo aspetto.
Questo è l’approccio del nostro centro diabetologico, che si rivolge alla diagnosi e cura del diabete mellito e delle sue complicanze.

Trattamenti

  • Diabete mellito di tipo 1 (diagnosi e cura)
  • Diabete mellito di tipo 2 (prevenzione, diagnosi e cura)
  • Diabete gestazionale
  • Diabete con microinfusore

  • Holter glicemico
  • Piede diabetico (prevenzione e trattamento lesioni ulcerative)
  • Insulino-resistenza
  • Supporto psicologico paziente/famiglia

Diabete, l’esperto risponde

La Visita Endocrinologica prevede un’anamnesi completa del paziente, relativa alla situazione clinica attuale e alla storia clinica pregressa, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci presi ed analisi di disturbi passati o presenti.  Vengono esaminate le problematiche emergenti che possono riguardare alterazioni o disturbi ormonali di varia natura e, se necessario, si richiedono valutazioni analitiche e/o strumentali più approfondite utili ad impostare il programma terapeutico. E’ necessario presentarsi ad ogni visita con esami ematici specifici fatti da meno di 3 mesi.
La Visita Diabetologica prevede un’anamnesi completa del paziente, relativa alla situazione clinica attuale e alla storia clinica pregressa, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci presi ed analisi di disturbi passati o presenti. Viene eseguita una visita medica completa e una valutazione degli esami ematochimici e strumentali portati in visione dal paziente, al fine di valutare la terapia più idonea per ogni singolo paziente che garantisca nell’immediato un buon compenso glico-metabolico e, cosa più importante, prevenga a lungo termine la comparsa delle temute complicanze croniche della patolgia.

L’Omotossicologia è una scienza nata negli anni trenta del secolo scorso ad opera di un medico tedesco, Hans Heinrich Reckeweg. Rappresenta un ponte tra la Medicina tradizionale e l’Omeopatia. Utilizza infatti gli stessi sistemi diagnostici della medicina tradizionale oltre ad un inquadramento specifico delle varie malattie, che permette di individuare la terapia più efficace per curarle. Questa terapia viene effettuata con farmaci in diluizioni omeopatiche che, se usati correttamente, sono privi di effetti collaterali. Altro aspetto importante dei farmaci omotossicologici è che sono concepiti tenendo presenti tutte le più recenti scoperte della Medicina e delle scienze ad essa collegate. La terapia omotossicologica, quindi, tende a stimolare i meccanismi di autoguarigione dell’organismo, stimolando in modo fisiologico la risposta del sistema immunitario.

L’ipotiroidismo è un deficti di ormoni tiroidei, dovuto a scarsa funzionalità della ghiandola, che comporta una riduzione generalizzata di tutti i processi metabolici dell’organismo.  I sintomi dell’ipotiroidismo sono abbastanza eterogenei e la presenza o meno della patologia va confermata dal dosaggio degli ormoni tiroidei. La terapia si basa sul ripristino della funzionalità ghiandolare che, per la medicina tradizionale, avviene mediate somministrazione di dosi ponderali di ormone tiroideo ma che, nei casi meno gravi, si può affrontare anche con la terapia omotossicologia (tiroide secca, diluizioni omeopatiche di ormoni tiroidei, citochine, integratori).

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L’ipertiroidismo è un’aumentata funzionalità della ghiandola tiroidea che determina a cascata un’accelerazione di tutti i metabolismi corporei. La sintomatologia è spesso importante, presentando tachicardia, calo ponderale, stato di agitazione, insonnia. E’ necessario stabilire quale sia la causa del disturbo per approcciare la scelta terapeutica più adeguata. Nella maggior parte dei casi, si instaura una terapia medica.

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Il diabete mellito è una patologia cronica caratterizzata da una costante iperglicemia, derivante da un difetto assoluto o relativo di insulina, da una resistenza all’azione dell’insulina o ad entrambi i fattori. Il disordine metabolico del diabete è associato, a lungo termine, alla comparsa delle complicanze croniche della patologia, a carico di diversi organi e apparati: cuore, rene, occhi, nervi e vasi sanguigni. Lo sviluppo e l’entità delle complicanze dipendono largamente dal compenso glicemico del paziente, per cui è fondamentale garantire adeguate cure mediche, ma anche educare il paziente alla gestione quotidiana della patologia (alimentazione, attività fisica…).

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Esistono fondamentalmente 2  forme di diabete: il diabete mellito di tipo 1 o insulino-dipendente, che colpisce soggetti giovani ed è caratterizzato da una insulino-deficienza assoluta per distruzione delle beta-cellule pancreatiche e il diabete mellito di tipo 2, che colpisce pazienti in età adulta-anziana, spesso caratterizzato da obesità e da un deficit relativo della secrezione insulinica associato ad insulino-resistenza. A queste 2 forme principali, si associano altri tipi di diabete come quello gestazionale, il MODY (maturity onset diabetes of the youth), e le forme secondarie ad altre patologie (morbo di Cushing, acromegalia…).

Il diabete mellito è una patologia cronica, come tale non si può guarire, ma si può tenere sotto controllo per evitare l’insorgenza delle temibili complicanze acute e croniche della malattia.

Si,  è nota da tempo la correlazione tra diabete e disfunzione erettile: si calcola che il paziente diabetico abbia una probabilità 3 volte maggiore, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare tale problematica. A stabilire questo nesso sono le alterazioni micro e macro-vascolari e danni neurologici provocati da un diabete di lunga durata o scompensato.

Il paziente diabetico deve praticare sport, anzi esso deve essere percepito come parte integrante della terapia. Ovviamente esistono grandissime differenze nella gestione dello sport tra i pazienti affetto da diabete di tipo 1 e di tipo 2. In generale si consiglia di praticare attività aerobiche per circa 30-60 minuti, almeno 3-4 volte a settimana, con particolare attenzione a monitorare la glicemia prima dopo e durante l’esercizio.

Dal punto di vista alimentare, le linee guida raccomandano che la dieta del paziente sia diabetico sia così suddivisa: 55-60% carboidrati, i grassi non devono rappresentare più del 20% e la restante quota spetta alle proteine. La quota di carboidrati dovrebbe essere costituita per lo più da cereali e amidi, a basso indice glicemico, per mantenere i valori glicemici post-prandiali entro limiti stabiliti. La dieta deve essere inoltre ricca in fibre e garantire un adeguata integrazione idrico-salina.

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