Diabete con microinfusore

Lo scopo della terapia insulina è, da sempre, quello di cercare di mimare il più fedelmente possibile quella che è la fisiologia del pancreas.

Il pancreas di un soggetto sano rilascia regolarmente piccole dosi di insulina nell’organismo per controllare i livelli di glicemia nel sangue. La quantità di insulina prodotta varia in base all’orologio interno di ciascun individuo, e a fattori come attività fisica, metabolismo, livello di stress e malattie. Durante l’assunzione di cibi, il pancreas rilascia un quantità extra di insulina per mantenere l’equilibrio glicemico. La terapia con microinfusore per insulina è, ad oggi, la terapia che riesce a riprodurre al meglio l’azione del pancreas in quanto fornisce costantemente insulina all’organismo, anche in dosi supplementari, se necessario. Il microinfusore permette di individualizzare al massimo la terapia insulinica, come fosse un abito cucito su misura, andando a coprire il fabbisogno insulinico sia basale (attraverso al creazione di più fasce orarie a seconda del fabbisogno del singolo paziente) sia dei boli post-prandiali.

In questo modo è possibile ottimizzare il controllo glicemico, non solo in termini di emoglobina glicata, ma soprattutto si agisce nel ridurre la variabilità glicemica.

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Terapia con microinfusore per insulina e terapia insulinica tradizionale

Al contrario della terapia con microinfusore, la terapia insulinica tradizionale ha minore flessibilità e adattabilità alla vita del paziente, oltre a non corrispondere alle varie necessità dell’organismo nel corso della giornata (i pazienti che usano le penne di insulina spesso devono pianificare i pasti e altri aspetti della loro vita in base agli schermi insulinici).

Inoltre, la terapia con iniezioni comporta inevitabilmente una maggiore insulinizzazione dell’organismo perché dopo ogni iniezione l’insulina ‘ristagna’ in attesa di essere utilizzata nel corso delle ore seguenti e questo, col tempo, tende a ridurre la sensibilità all’insulina costringendo ad aumentare le dosi. Con il microinfusore, invece, gli stessi obiettivi metabolici possono essere raggiunti utilizzando un dosaggio inferiore di insulina rispetto alla terapia multiniettiva.

Un altro dato cardine, emerso da molteplici studi in letteratura, è la riduzione della frequenza e della gravità delle ipoglicemie nella maggior parte dei pazienti con microinfusore rispetto alla terapia standard multiniettiva. Del resto l’utilizzo di insuline a breve durata d’azione (rapide o ultrarapide), così come la maggiore precisione del dosaggio e il meccanismo di sospensione automatica dell’erogazione di insulina quando viene “letto” nel sangue un valore soglia di glicemia, spiegano chiaramente questo vantaggio della microinfusione.

L’ipoglicemia asintomatica colpisce circa 1/5 delle persone con diabete di tipo 1, in genere dopo alcuni anni di malattia o comunque nell’adolescenza, e consiste nella riduzione o scomparsa dei sintomi o dei prodromi di una crisi ipoglicemica. Mancando questi ‘segnali di allerta’ ci si accorge troppo tardi dell’ipoglicemia e questo rende spesso necessario l’intervento di altre persone o il ricovero in ospedale. Studi recenti hanno dimostrato che i segni premonitori dell’ipoglicemia vengono avvertiti tanto più facilmente quanto più rare e modeste sono le ipoglicemie, e viceversa ipoglicemie frequenti e gravi abbassano la soglia di risposta dell’organismo (se la soglia normale è 50, tende a diventare 40 o 30). Si crea così un circolo vizioso nel quale il paziente, proprio perché va spesso in ipoglicemia, non si accorge più dei segni premonitori. A sua volta, questa ‘ridotta sensibilità’ rende più serie e frequenti le ipoglicemie. Fortunatamente, la sensibilità all’ipoglicemia può essere migliorata se si riesce a mantenere per alcune settimane un controllo ottimale. In questo senso il microinfusore, che riduce il numero e la serietà delle crisi ipoglicemiche, è considerato uno strumento importante per ristabilire la sensibilità all’insulina.

Anche nei pazienti che soffrono del cosiddetto “fenomeno alba”(un rialzo dei valori glicemici, talvolta anche marcato, che caratterizza le ultime ore di sonno e che può essere rilevata al risveglio) possiamo ottenere dei vantaggi dalla microinfusione. Questa particolare iperglicemia, oltre a incidere sul controllo metabolico generale, rende anche difficile mantenere l’equilibrio glicemico durante tutta la giornata. Ovviamente non è facile rispondere a questa esigenza con la terapia multiniettiva. Gestire un fenomeno alba con il microinfusore è invece relativamente facile, grazie alla possibilità di suddividere la basale in diverse fasce orarie con velocità di insuioni differenti in modo da poter rispondere alla diverse esigenze dell’organismo: nel cao specifico, basterà impostare per la seconda parte della notte una velocità di infusione maggiore.

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Perché le dosi di insulina sono proporzionali al peso e nei bambini piccoli può essere necessario utilizzare anche frazioni di Unità di insulina, cosa che non è facile con le normali siringhe. Per la stessa ragione l’uso del microinfusore può risultare vantaggioso in quei soggetti che presentano estrema sensibilità all’insulina. Inoltre il microinfusore offre quella che gli esperti chiamano una maggiore riproducibilità della dose effettivamente utilizzata. Detto in altre parole, l’insulina iniettata con microinfusore è resa disponibile nell’organismo esattamente nella quantità desiderata ed esattamente nei tempi previsti. Clinicamente meno importante (ma non per i genitori) il fatto che molti bambini sviluppano una vera agofobia, un terrore e una sensazione di dolore assolutamente sproporzionata al fastidio della puntura. Infine, l’adolescenza è caratterizzata da forti oscillazioni della glicemia nell’arco della giornata e da marcato fenomeno alba, tutte situazioni che possono essere meglio controllate con un microinfusore.

Cos’è un microinfusore di insulina?

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I microinfusori di insulina rilasciano insulina attraverso un tubo sottile e un’agocannula (set di infusione) inserita sottocute.

I microinfusori di insulina sono dispositivi portatili di piccole dimensioni, paragonabili a un cellulare o a un lettore MP3, che rilasciano insulina ad azione rapida 24 ore su 24 attraverso un tubo sottile e un’agocannula (set di infusione) inserita sottocute.

Anche quando si utilizza un microinfusore di insulina è necessario monitorare i livelli glicemici nel corso della giornata. Le dosi di insulina verranno impostate e adeguate in base all’assunzione di cibo e all’attività fisica praticata. Il set di infusione deve essere sostituito ogni 2-3 giorni.

Il microinfusore presenza numerose funzioni speciali come ad esempio la basale temporanea, il bolo ad onda doppia o quadra, gli allarmi o il calcolatore di boli “bolus wizard” che, con il tempo, il paziente imparerà ad usare in base alle proprie esigenze, al fine di migliorare sempre più la propria qualità della vita.

I soggetti con diabete di tipo 1 possono ricorrere alla terapia insulinica con microinfusore senza limitazioni per quel che riguarda l’età. Tuttavia, sarà il medico curante a stabilire se tale terapia sia adatta al caso specifico